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Se mi si chiedesse una definizione sintetica dello scoutismo , mi troverei imbarazzato, ma cercherei di cavarmela dicendo che esso è “un’inavvertita conversione delle qualità negative dell’età giovanile al bene, formando il carattere sulle basi morali della lealtà, generosità, servizio al prossimo e senso dell’onore; in modo tale che il ragazzo, divenuto uomo, vi si trova così bene da eleggere quello che voleva essere solo un sistema educativo, ad un sistema di vita”. Ma che caratteristiche ha lo scoutismo per far si che il giovane “vi si trovi così bene”? Ecco: è una cosa quasi lapalissiana. Qual è la maniera istintiva di vivere del ragazzo? E’ il gioco. E’ poi notorio quanto il ragazzo ci tenga a saper rispettare le regole del gioco… ebbene lo scoutismo organizza molti giochi, o meglio, un solo grande gioco dove le regole sono costituite, anche, di elementi morali, di preparazione tecnica, di formazione del carattere, di abnegazione ecc … Gli esploratori(12-15 anni) col motto “sii preparato” realizzano un addestramento alle varie tecniche in un’atmosfera di avventura dove la vita della “pattuglia” getta il seme del senso della collettività. … ma questi ideali di amore di Patria e di fratellanza non possono essere disgiunti da un grande senso di fratellanza che gli scout hanno già dimostrato di saper cominciare a far diventare realtà con le loro riunioni internazionali di 30-40 ed anche 50 mila ragazzi in un’atmosfera di cordialità senza distinzione di nazionalità, religione , condizione sociale e razza. … Lo scoutismo sotto questa luce non è più quindi solo un sogno, ma un vero araldo di pace nel mondo perché non vi sarà vera pace se non sapremo amare appassionatamente la nostra Patria e nello stesso modo amare tutti gli uomini. Aldo Marzot, 1951, Capo Scout CNGEI a Vicenza fino al 1960 e quindi fondatore dell’ASSORAIDER (Lazio e Sardegna), nato a Vicenza nel 1904.
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