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Alla fine del percorso formativo (dopo il roverismo) il giovane scout è ormai un adulto. Non viene allontanato dall’Associazione affinchè segua la sua strada nella società (lo farà per sua scelta), né gli verrà imposto di fare il “capo” , anche questa sarà una sua scelta. Egli entrerà nel gruppo degli Adulti Scout con una caratteristica particolare: farà parte dei “Gruppi di Interesse” nei quali troverà la possibilità di esprimere le sue tendenze e le sue capacità accumulate negli anni dello scoutismo giovanile. Potrà crearsi gruppi consoni alla sua personalità ed aggregare altri giovani adulti in attività varie (sempre con l’uniforme scout) sia al servizio dei giovani iscritti sia per conto proprio, ma rimanendo partecipe della vita dell’Associazione. Un esempio vale per tutti : sarà bravo con l’attività nautica ? potrà gestire il gruppo degli scout nautici o svolgere imprese con altri adulti od altre associazioni purchè la sua esperienza venga riportata negli annali della Associazione e serva da traccia per coloro che lo seguiranno. E’ questo un concetto già messo in pratica dall’Associazione Assoraider (fondata dal vicentino Aldo Marzot negli anni ’60) con la creazione del “Clan Raider” dei giovani adulti, allo scopo di assegnare loro compiti specifici tecnici formativi e non confinarli con gli adulti scout più anziani , spegnendo così il loro entusiasmo e perdendoli piano piano uno ad uno. Noi ci associamo a questo concetto in tutto e per tutto, tralasciando di formare una vera e propria quarta branca in mancanza di forze e di esperienza adeguate , almeno per ora. Ma il principio è ottimo e in futuro si vedrà. I Capi Scout Ivan e Sergio
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